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Giovedì dell'Accademia. Nunzio

Giovedì 17 maggio 2018 alle ore 16,00, presso la sede dell’Accademia nel palazzo Pietro Tiravanti, avrà luogo il settimo incontro della nuova edizione de I giovedì dell’Accademia, in sinergia con la Banca Popolare del Frusinate, Otovision e Arkengraf, che continuano ad offrire al pubblico la possibilità di conoscere i protagonisti della cultura italiana e internazionale e l’occasione per approfondire tematiche di questo nostro tempo. Come per le precedenti edizioni, anche per quest’anno le proposte dall’Accademia, per affermare con determinazione il proprio ruolo nel territorio frusinate spaziano dalle arti visive alle discipline dello spettacolo, dal marketing al giornalismo.

Ospite del prossimo appuntamento de I giovedì dell'accademia sarà Nunzio, uno dei massimi interpreti della scultura in chiave contemporanea italiani degli ultimi trent'anni. Di origine abruzzese, Nunzio è stato allievo di Toti Scialoja all'Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale si è formato artisticamente e dove tuttora ha studio presso l'ex pastificio Cerere, uno dei luoghi simbolo del fermento artistico nella Capitale dalla fine degli anni Ottanta. Nel corso di oltre trent'anni di ricerca, l'opera di Nunzio ha ottenuto un grande successo in Italia e all'estero e ricevuto vari riconoscimenti, tra i quali il Premio 2000 come miglior giovane artista alla Biennale di Venezia del 1986 e il Prize for Excellence alla seconda edizione della Biennale di Fujisankei in Giappone nel 1995.

Attraverso l'utilizzo di gessi, legni e metalli, la ricerca di Nunzio indaga la materia, le sue potenzialità di riconfigurazione spaziale e di visualizzazione del passaggio del tempo. Al tempo alludono infatti le scansioni ritmiche delle opere metalliche bidimensionali, ma soprattutto il legno combusto, impiegato in molte realizzazioni. Le bruciature, di burriana memoria, trasformano, il legno in un fossile, accelerando il naturale processo che nei secoli lo muta in carbone e imprimendo in esso un sapore archetipico e depositario di memoria arcaica. L'artista procede verso l'essenzialità della forma e del colore che libera il materiale dalla sua connotazione estetica o l'oggetto dalla sua funzione, in questo modo la scultura si carica di significati simbolici che ne accentuano il carattere totemico.

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