Lettera al Ministro
17 giugno 2026
Egregio Signor Ministro,
le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, la Conferenze Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica, la Conferenza dei Direttori e dei Presidenti degli ISIA, la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti ABA e ISIA e la Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli ISSM hanno appreso dell'esistenza di uno schema di revisione del D.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132, attualmente sottoposto all'esame del CNAM.
Pur nella consapevolezza che il testo possa essere ancora modificato, i contenuti emersi suscitano forte preoccupazione, poiché sembrano configurare un significativo arretramento rispetto ai principi di auto-nomia, rappresentatività e autogoverno sui quali si fonda il sistema dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Destano particolare allarme l'ipotesi di concentrare nella figura del Presidente l'intera rappresentanza legale dell'istituzione, l'introduzione di un Dirigente generale con funzioni gestionali di vertice e la conseguente limitazione del ruolo del Direttore, unico organo apicale eletto e direttamente espressione della comunità accademica. Una simile impostazione attribuirebbe funzioni essenziali di rappresentan-za, indirizzo, programmazione e gestione a figure non elettive, ridimensionando il soggetto responsabi-le della missione didattica, artistica, musicale, scientifica e di ricerca.
Particolarmente critica appare anche la possibilità che il Ministro proceda alla nomina del Presidente al di fuori della tema proposta dal Consiglio accademico. Tale previsione svuoterebbe di effettività 1'indi-cazione dell'organo rappresentativo della comunità accademica, altererebbe 1'equilibrio tra i poteri e costituirebbe una rilevante deviazione dai principi di autonomia delle istituzioni, garantiti attualmente dalla composizione equilibrata del CdA organo di governo dell'istituzione. Il vigente D.P.R. n. 132 del 2003, pur avendo mostrato criticità nella delimitazione delle competenze, riconosce al Direttore la rappresentanza connessa alle attività didattiche, artistiche, scientifiche e di ri-cerca. La revisione della governance avrebbe dovuto superare le sovrapposizioni rafforzando la respon-sabilità dell'organo eletto; lo schema sembra invece procedere nella direzione opposta, separando arti-ficiosamente la missione accademica dalla capacità di rappresentare e impegnare l'istituzione.
Questa impostazione appare difficilmente conciliabile con l'articolo 33 della Costituzione e con la legge 21 dicembre 1999, n. 508, che riconoscono alle istituzioni di alta cultura il diritto di darsi ordinamenti autonomi e alle istituzioni AFAM autonomia statutaria, regolamentare, didattica, scientifica, ammini-strativa, finanziaria e contabile. L'autonomia implica infatti la capacità effettiva della comunità accade-mica di governare le proprie attività e di esprimere attraverso organi elettivi il vertice dell'istituzione. Neppure il richiamo al modello universitario può giustificare le soluzioni prospettate: nelle università la rappresentanza legale e la guida dell'istituzione sono affidate al Rettore eletto, mentre il Direttore gene-rale è responsabile della gestione amministrativa. Nel modello delineato per l' AFAM si importerebbe invece la figura del Direttore generale senza recepire il principio fondamentale della guida elettiva.
Lo schema rischia quindi di allontanare ulteriormente l' AFAM dal sistema universitario, anziché com-pletarne rapidamente il riordino e la piena integrazione nello spazio europeo dell'istruzione superiore. Tale allontanamento non garantisce agli studenti il chiaro riconoscimento della denominazione di laurea per i titoli conseguiti, riconoscimento ormai non più rinviabile e necessario per assicurare titoli imme-diatamente comprensibili e pienamente spendibili in ambito nazionale e internazionale.
La bozza può inoltre comprimere la rappresentanza degli studenti negli organi, riducendone gli spazi di partecipazione e di effettivo coinvolgimento nelle decisioni che riguardano la vita delle istituzioni. Una riforma della governance deve invece tutelare tutte le componenti della comunità accademica e garanti-re un confronto reale, approfondito e trasparente con le Conferenze dei Direttori e dei Presidenti, con le Conferenze Nazionali delle Consulte degli Studenti e con le rappresentanze del personale.
Le reali criticità del sistema - sottofinanziamento, carenze di organico, edilizia, reclutamento e rico-noscimento dei titoli - non possono essere affrontate attraverso il ridimensionamento degli organi accademici e una managerializzazione esterna della governance, che rischierebbero di aggravare le difficoltà delle istituzioni e di generare sovrapposizioni e conflitti di competenza.
Per tali ragioni, Le chiediamo con carattere di assoluta urgenza di ritirare il testo sottoposto al CNAM e di convocare un incontro con le scriventi Conferenze, al fine di esaminare le rilevanti criticità dello schema e avviare una riflessione condivisa su un modello di governo rispettoso dell'autonomia, della rappresentatività, della responsabilità degli organi elettivi e dei diritti degli studenti.
Siamo certi che il Ministero vorrà prestare la massima attenzione a una questione che non riguarda soltanto profili organizzativi, ma i principi fondamentali dell'alta formazione e il futuro del percorso di piena equiparazione dell'AFAM al sistema universitario, che l'azione del legislatore ha contribuito in questi anni a consolidare.
Con viva cordialità.
La Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie di Belle Arti
La Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti
La Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica
La Conferenza Nazionale dei Direttori e dei Presidenti degli ISIA
La Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti ABA e ISIA
La Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti degli ISSM