Workshop di disegno
docente Marco Monaldi
a cura di Beatrice Cignitti e Loredana Finicelli
Palazzo Tiravanti - 30 giugno - 2 luglio 2026 | 9.30-17.30
Un workshop di attività pratiche, disegno dal vero e discussioni teoriche per approfondire il disegno dei grandi maestri (Leonardo, Michelangelo, Ingres, Degas, Daumier e Picasso) e per comprenderne l’evoluzione da mezzo della rappresentazione a linguaggio autonomo di ricerca concettuale.
Il workshop analizza l’evoluzione del disegno artistico dal Rinascimento all’arte contemporanea, attraversando differenti visioni del segno, della forma e dell’espressione.
Una occasione per approfondire lo studio di maestri come Leonardo, Michelangelo, Ingres, Degas, Daumier e Picasso, e per comprendere le trasformazioni del disegno attraverso i secoli.
Particolare attenzione sarà dedicata alla qualità del segno e al rapporto tra osservazione e interpretazione personale che, unendo studio storico e sperimentazione contemporanea, definisce il disegno come ricerca artistica a tutti gli effetti e linguaggio concettuale.
Il percorso affronterà anatomia, chiaroscuro, costruzione geometrica, movimento e sintesi della forma, alternando momenti teorici, dimostrazioni pratiche ed esercitazioni dal vero e da immagini di repertorio.
Si suggerisce una dotazione personale di materiali (matite, carboncini, pastelli, carta, carta colorata, gomma, gomma pane e tablet (facoltativo)) secondo le caratteristiche della propria ricerca o di quanto si vorrà sperimentare.
Per iscrizioni, max 20-25 studenti, si prega di contattare la didattica al seguente indirizzo: didattica@abafr.it
Marco Monaldi è artista e illustratore.
Nato a San Benedetto del Tronto, si è diplomato nel 2005 presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Titolare di una scuola d’arte, specializzata nella pittura e nel disegno e dove si indaga con particolare attenzione l’anatomia umana, unisce, a questa attività, quella di pranoterapeuta.
La ricerca artistica di Monaldi è volta alla figurazione contemporanea, dove la pittura accademica è posta in relazione con gli indirizzi della modernità. I suoi temi, figure umane e nature morte, sono espressi secondo una pittura fortemente scorciata e plastica, che ne mette in rilievo la sua attitudine disegnativa. Una ricerca che va oltre la semplice abilità tecnica e compositiva, perché l’uso prevalente delle cromie bianco e nero rivela il riferimento a una dimensione simbolica, onirica e trascendentale a cui contribuisce la conoscenza delle filosofie orientali. Il contrasto radicale di luci e di ombre, l’uso delle grandi dimensioni, unite a una pittura precisa e lineare, danno al suo lavoro un tocco monumentale e di forte impatto visivo.